MIRAGE - DEEP DIVE NEL PROSSIMO CAPITOLO DELLA SERIE!
- Connor1991
- 11 set 2022
- Tempo di lettura: 15 min
Aggiornamento: 12 set 2022

Sapevamo tutti che prima o poi questo giorno sarebbe arrivato, per cui scaldate i motori e preparatevi ad affrontare insieme a noi un nuovo viaggio, per un inedito, inaspettato tassello della nostra saga preferita. Tra alti e bassi e nonostante gli ormai tanti anni, siamo infatti ancora qui, a parlarne. Che dir se ne voglia, nel profondo del nostro cuore, continuiamo tutti quanti a nutrire un misto di affetto e riverenza nei confronti della leggendaria epopea del Credo, al punto da non potere resistere anche solo alla curiosità di vedere cosa questa offrirà con la sua prossima installazione.
Peggio ancora se si tratta di resistere alla tentazione di fantasticare su cosa vedremo una volta con il gioco tra le mani; per chi come noi si è lasciato annegare dalla bellezza di questa serie, esplorandone ogni angolo e studiandone ogni linea di dialogo, è come il richiamo della sirena: irresistibile, impossibile non decostruire Mirage e tutti i suoi segreti, anche avendo a disposizione pochissime informazioni.
E oggi siamo qui proprio per questo.
L'articolo presente su divide in tre sezioni; la scelta è dovuta alla precisa volontà di consentire una fruizione più comoda a coloro che fossero interessanti solo ad uno specifico argomento, data la vastità dei temi che tratteremo di qui a poco.
Perciò, se siete interessati solamente all'analisi del periodo storico, vi suggeriamo di dedicarvi ai primi due paragrafi soltanto. Se invece il vostro interesse è rivolto solamente alla lore della serie, fiondatevi pure dritti al terzo e ultimo paragrafo. Ma se siete dei folli appassionati come noi, l'invito è quello di sedervi comodi e prendervi il tempo di leggere e assaporare tutto ciò che abbiamo intavolato.
Godendo della piena esperienza, Mirage avrà per voi ben pochi segreti. Ovviamente ciò non vuol dire che non ci saranno altri approfondimenti. Se invece vi state chiedendo quando parleremo del gameplay, beh, non appena lo mostreranno faremo i dovuti confronti in una sede separata. A voi la lettura!
L'EPOCA D'ORO DELL'ISLAM
Come già annunciato in campagna pubblicitaria, l'ambientazione storica scelta per questa avventura è il Califfato abbaside, uno dei più vasti imperi mai esistiti, il secondo di tutta la storia islamica per estensione geografica, ma senza ombra di dubbio il più grande di tutti per eredità culturale.
Il consolidamento del dominio abbaside sul Medio Oriente e sull'Asia occidentale sancì un lungo periodo di prosperità e sviluppo culturale per tutto il mondo arabo, ma la vera epoca d'oro islamica iniziò solo quando a Baghdad, capitale dell'impero e più grande città del suo tempo, sorse la Casa della Sapienza.

Quest'ultima nacque come biblioteca privata del califfo, e col tempo fu aperta anche a studiosi di tutto il mondo conosciuto, cosicché potessero arricchirla con la loro cultura, le loro storie e il loro pensiero; al suo massimo splendore il complesso vantava circa mezzo milione di libri e pergamene. Questa fioritura di sapere poggia anzitutto sulla educazione che gli arabi dell'epoca impartivano attraverso il Corano, incentivando la ricerca della conoscenza come elemento imprescindibile per lo sviluppo personale; questa forte attitudine alla scienza fu il motore del cosiddetto Movimento di traduzione greco-arabo.
L'acme di volumi contenuto nella Casa della Sapienza era infatti dovuto alla volontà del governo abbaside di apprendere lo scibile dell'antica Grecia e del mondo ellenico in generale, tant'è che traduttori da tutto il mondo furono chiamati a Baghdad per trascrivere in arabo e siriano testi di Aristotele, Ippocrate, Platone, Dioscoride e tantissimi altri. Non sarebbe sbagliato o esagerato paragonare questo pezzo di storia araba al Rinascimento italiano, con Baghdad al pari di Firenze.
L'ampia promozione della cultura greca da parte dell'amministrazione abbaside ebbe come risultato una capitale califfale attivamente interessata alla scienza e alla cultura, al punto che gli stessi arabi impararono a parlare e tradurre il greco, senza che ci fosse più bisogno di intermediari esteri - principalmente cristiani, i quali avevano già iniziato da tempo le opere di traduzione.

All'appello non mancavano però studiosi persiani e indiani, tutti operativi nella Casa della Sapienza per apprendere il sapere antico; meticolosissima era poi la procedura di lavoro: i maestri, anche chiamati Musa, si organizzavano in gruppi dediti ognuno ad uno specifico ramo del sapere, e una volta trascritto del tutto un testo, veniva spedito a degli amanuensi per essere ricopiato più e più volte.
L'originale veniva archiviato dentro la biblioteca, mentre le copie venivano rilegate e distribuite in tutti i territori del califfato. Quest'onda di sapere ispirò un vero rinascimento. Agricoltura, teologia, biologia, arte, ingegneria... moltissime furono le scoperte e le invenzioni che dobbiamo all'epoca d'oro islamica.
Tra le più importanti si possono citare i miglioramenti degli astrolabi, le primissime operazioni chirurgiche, le basi di trigonometria e l'invenzione dell'algebra, quest'ultima ad opera del matematico Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi.
Questi e molti altri furono gli sviluppi che il mondo arabo lasciò in eredità grazie alla sua rinascita culturale, il che ovviamente porterà il nostro Basim a possedere un vastissimo arsenale di armi e attrezzi, derivati da una ricerca ingegneristica tra le più avanzate dell'epoca. Il materiale promozionale mostra pugnali da lancio ma anche diverse di bombe e trappole venefiche, che potranno rivelarsi più o meno fondamentali per la pianificazione di strategie o per vincere uno scontro.

Tutta questa atmosfera di evoluzione, di cultura e rinnovamento ci aspettiamo di ritrovarla anche in-game. Il materiale promozionale ci ha stupito in positivo, mostrando una città dai colori caldi, viva, quasi intrisa di magia, come in una fiaba de Le Mille e una Notte. Baghdad sarà poi gremita di gente per le strade, vibrante di suoni e divisa in quattro distretti principali.
Il più importante di questi è la Città della Pace, il quale agglomerava a sé tutte le espressioni della potenza e del potere arabo, tra i quali il Palazzo dal Cancello dorato e la Casa della Sapienza; il distretto era isolato dalla città plebea mediante una caratteristica cinta muraria circolare, da cui anche il suo latro nome, ovvero Città Rotonda. Il quartiere era ovviamente dotato di ogni comfort e utilità per il califfo, dal suo harem alla sua moschea privata.
L'ANARCHIA DI SAMARRA
Anche il Sole è comunque destinato al tramonto, lasciando spazio alla notte e le sue ombre.
Se da un lato Mirage racconterà la grandezza dell'impero islamico medievale, dall'altro ne mostrerà anche il lato più crudo e sanguinolento, giacché il suddetto gioco si focalizzerà sugli anni della cosiddetta Anarchia di Samarra. Prima di cominciare ci teniamo a precisare che, onde evitare di risultare prolissi oltre lo stretto necessario, non racconteremo per intero tutto il periodo storico, per due ragioni principali.
La prima di queste è di natura storica, giacché il nome dell'anarchia si deve alla concentrazione del tumulto politico nella città di Samarra, allora nuova capitale del califfato. Dal canto suo Baghdad rimase comunque sia un centro di primaria importanza sia a livello politico che economico, ma fu coinvolta nell'anarchia solo in un preciso momento conosciuto come Guerra civile abbaside.
Questa rappresenta il climax dell'instabilità politica araba, che vide Baghdad e il suo governatorato come i protagonisti assoluti. Storicamente quindi, l'anarchia di Samarra arrivò nella vecchia capitale sol negli anni in cui fu dichiarata la guerra civile, e cioè nell'865.

La seconda ragione è puramente mediatica. Di recente è stato annunciata l'uscita imminente di un nuovo romanzo, intitolato The Golden City e avente come protagonista Hytham, un accolito di Basim con cui abbiamo già una familiarità più che discreta.
La novella opera dovrebbe condurre maestro e allievo presso Costantinopoli, dove l'imperatore Basilio I e i suoi consiglieri tramano per eliminare uno dei principi ereditari; temendo che un simile atto getti l'impero bizantino nel caos gli Occulti decidono di mandare proprio i due suddetti per ribaltare le sorti degli eventi.
In virtù di queste considerazioni riteniamo che Mirage coprirà un arco temporale che va dall'anno 852, data in cui presumibilmente il diciassettenne Basim venne reclutato nella Confraternita, e l'anno 866, data in cui la guerra civile abbaside e il conseguente assedio di Baghdad da parte dell'esercito califfale giunsero alla fine.
Fatta questa premessa, possiamo cominciare ad addentrarci in uno dei periodo più sanguinosi della storia islamica. L'anarchia di Samarra deve il suo nome alla violentissima successione al potere di quattro sovrani, che minò profondamente la stabilità politica ed economica dell'impero. La guerra non fu scatenata tanto dai pretendenti al trono, bensì dalle fortissime rivalità tra politici e generali dell'esercito arabo.

All'epoca, quest'ultimo era caratterizzato da una fortissima presenza di militari turchi, tant'è che la guardia califfale stessa era composta solamente da soldati scelti di provenienza turca. In uno stile quasi pretoriano, questi leader militari godevano di un potere tale da poter deporre un califfo, di fatto una marionetta nelle loro mani.
L'anarchia provoca una decadenza dell'autorità califfale, e per anni la città di Samarra fu il teatro di complotti e macchinazioni da parte di politici e generali bramosi di fama e potere. Sebbene la turbolenza politica non avesse ancora raggiunto fisicamente le altre città dell'impero, i suoi effetti ebbero conseguenze importanti anche fuori dai confini di Samarra.
Infatti, nell'anno 861 ascese al trono imperiale il principe al-Muntasir, il cui padre venne ucciso dalla guardia turca per ordine di un generale chiamato Wasif al-Turki; costui sarà uno dei protagonisti politici assoluti di tutto il periodo dell'anarchia. Il nuovo califfo tentò immediatamente di ingraziarsi il popolo dichiarando una guerra santa contro i cristiani bizantini, e il suddetto generale fu inizialmente spedito al confine a causa dei suoi rivali politici, i quali intendevano isolarlo dal potere.
I continui conflitti con i cristiani furono uno degli aspetti cruciali di questo periodo, non solo perché gli arabi subirono pesantissime sconfitte, ma anche perché i costi della guerra e la corruzione dilagante portarono ad una crisi economica senza precedenti.

Presto il tesoro califfale si ritrovò senza il denaro sufficiente per pagare le truppe, il che portò ad un malcontento complessivo tra soldati e ufficiali che vedevano il loro salario sempre più tagliato. Ma per i politici e le alte cariche militari era tutto diverso: continuavano ad accumulare potere e beni, e quando al-Muntasir venne trovato morto in circostanze non note, quattro generali turchi si spartirono il potere consegnando la corona ad un cugino del califfo. Costui regnerà con il nome di al-Musta'in.
Il suo regno sarà caratterizzato dal rinnovo della guerra santa contro i bizantini, ma soprattutto da un inasprirsi dei giochi di potere alla corte di Samarra. Il suddetto generale Wasif si alleò infatti con un suo pari, Bugha il Giovane, per deporre politicamente il visir Utamish: sollevarono contro di lui l'esercito e lo fecero uccidere nel giugno 863.
Bugha e Wasif regneranno incontrastati a Samarra per circa due anni, con l'obbedienza dei soldati e dello stesso califfo, la cui autorità politica era ormai compromessa dallo smisurato potere accumulato dai turchi. Ma come abbiamo già detto prima, gli effetti di queste continue lotte politiche si spinsero molto aldilà dei confini della capitale, giungendo anche fino a Baghdad.
Nel settembre 863 il califfato abbaside subì una pesante sconfitta per mano dei bizantini, in quella che fu ricordata come Battaglia di Lalakaon; quando la notizia della sconfitta giunse a Baghdad il popolo si lanciò in una rivolta e in un disordine cittadino che richiese l'intervento della guardia turca per essere sedato.

Aldilà dei motivi religiosi la rivolta scoppiò anche per la crescente crisi economica: le grosse spese militari volte a sostenere il conflitto con i cristiani iniziavano a pesare perfino sui bagadesi, che a conti fatti vivevano nella città più ricca di tutto l'impero.
La battaglia di Lalakaon pose fine alle pressioni abbasidi sul confine bizantino, e l'egemonia sulle rotte commerciali del Mar Mediterraneo passò in maniera definitiva ai cristiani, suscitando l'ira del popolo musulmano. Baghdad poté affidarsi, per fortuna, ad un leader carismatico e amato dal suo popolo, tale Muhammad ibn Abdallah, un principe della dinastia Tahirid che all'epoca amministrava Baghdad in qualità di governatore. Egli sarebbe divenuto l'ago della bilancia nell'imminente guerra civile.
Il punto di rottura arrivò nell'anno 865, quando i soldati turchi non furono più capaci di tollerare l'assenza di un salario e si rivoltarono contro Wasif e Bugha, nel frattempo all'apice del potere e della ricchezza. Questi crebbero arroganti e autoritari nei loro due anni di governo, al punto da reprimere il dissenso delle truppe con la violenza; ma quando organizzarono l'omicidio trasversale di un ufficiale molto popolare tra i soldati, segnarono la loro disfatta.
La guardia turca si ribellò e incapaci di ristabilire il controllo sull'esercito i due fuggirono a Baghdad insieme al califfo al-Musta'in, che nel frattempo venne dichiarato decaduto dai comandanti ribelli. Al sovrano ormai detronizzato succedette il fratello del suo predecessore, incoronato con il nome di al-Mu'tazz.

Con due pretendenti per un solo trono la guerra civile era inevitabile, e in quel medesimo anno la corte di Samarra dichiarò al-Musta'in e i generali traditori della patria. Quest'ultimi furono invece accolti a gran festa dal governatore Muhammad, che li invitò a soggiornare nel suo palazzo nella Città della Pace; quest'atto figurò agli occhi della corte imperiale come una ribellione del governo bagadese, e quello stesso anno Baghdad venne cinta d'assedio.
Questo è probabilmente il momento più cruciale che affronteremo nel gioco, e perché no, il suo atto finale. Con la presenza delle più importanti personalità dell'anarchia nella vecchia capitale, diamo quasi per scontato che Basim possa instaurare dei rapporti con loro così da giostrare la guerra civile a favore della Confraternita.
Baghdad venne fortificata e armata di tutto punto, pronta a resistere all'assedio; tra i due eserciti nemici si respirava una situazione bellica diametralmente opposta. Il governatore bagadese Muhammad godeva di un esercito sicuramente molto vasto, ma composto da molti giovani soldati inesperti frutto di un intenso reclutamento tra i cittadini. Non avendo un regolare addestramento militare, non era possibile prevedere il loro comportamento in battaglia. L'esercito era comandato da Muhammad e dai generali Wasif e Bugha, mentre al-Musta'in non ebbe mai alcun coinvolgimento nelle operazioni, essendo più un diplomatico.
Dall'altro lato, l'esercito di Samarra era inferiore per numero, ma già addestrato alla guerra: come generale fu scelto il fratello minore del califfo al-Mu'tazz, che si spinse in un assedio continuo alla città con lo scopo di lasciare senza respiro i difensori.

L'assedio coinvolse sia la capitale sia le cittadine intorno ad essa, rivelandosi presto un braccio di ferro; la strategia dell'esercito di Samarra ebbe comunque il suo effetto: sfiancati dalla guerra i bagadesi chiedevano a gran voce la firma di un armistizio. Lo stesso governatore Muhammad si convinse infine dell'impossibilità di vincere con le armi, e onde evitare di peggiorare lo stato della sua città decise di negoziare la pace all'insaputa di al-Musta'in.
Ma non poteva certo prevedere la reazione del popolo alla notizia: i bagadesi assaltarono il suo palazzo, attaccando perfino le sue guardie. Solo la promessa di una partecipazione del califfo alle feste religiose sedò la folla. Questa esplose nuovamente quando il suddetto non presenziò alle preghiere, con i sostenitori di Muhammad che videro le loro proprietà invase e derubate.
Pur di placare i cittadini, il califfo fu costretto dai consiglieri e dai comandanti a guidare la Eid al-Aidha, la seconda festa islamica più importante. Muhammad concluse nei mesi successivi un difficilissimo accordo di pace con Abu Ahmad, fratello minore del califfo al-Mu'tazz e comandante in capo dell'esercito nemico: i due si incontrarono in persona alle porte di Baghdad e concordarono la spartizione del bottino di guerra e la resa del pretendente esiliato. Questi inizialmente pose un rifiuto adamantino, ma decise di abdicare solo quando Wasif e Bugha, i generali che lo avevano portato via da Samarra, dichiararono di essere d'accordo con Muhammad e i suoi termini.
Esiliato in una tenuta privata, al-Musta'in fu fatto assassinare da suo cugino per aver disobbedito ai termini del trattato: gli era stato ordinato un soggiorno obbligato a Hijaz, ma egli non raggiunse mai la città. I suoi generali subirono invece l'ira di al-Mu'tazz, il quale ingaggiò diversi sicari per eliminarli - chissà che Basim non abbia un qualche ruolo in questa caccia.
Sta di fatto che Bugha e Wasif godevano ancora della stima dei soldati turchi e quindi furono reintegrati a corte dopo qualche tempo. Si concluse quindi l'anno più cruento dell'anarchia, la quale andò avanti ancora per quattro anni di turbolenza politica presso Samarra, prima di far posto alla Restaurazione abbaside .
LA VIA DELL'AQUILA
Sviscerato del tutto il periodo storico, non ci rimane che parlare degli aspetti forse più interessanti per noi fan della serie, ovvero il ritorno della Confraternita e del Credo come punti di vista dominanti della serie; la nostra dose di capitoli incentrati sugli Isu l'abbiamo avuta, e nonostante non tutti i loro segreti siano venuti a galla, ci riteniamo momentaneamente soddisfatti. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di uno o più capitoli che mettessero da parte la guerra tra Assassini e Templari per focalizzarsi maggiormente sugli Isu, uno degli aspetti centrali della serie - il motore narrativo della stessa a voler essere precisi.

Ora però è chiaramente tornato il momento di parlare di libertà contro ordine, e siamo davvero contenti di poterlo fare al fianco di Basim ibn Ishaq, un ladruncolo che per un caso del destino diverrà uno dei membri più letali degli Occulti persiani. Ma il suo passato nasconde molto più del suo stesso futuro, poiché egli è anche la reincarnazione di Loki, un Isu del clan mediterraneo che giurò vendetta contro Odino e gli Aesir per aver distrutto la sua famiglia.
Dei tormenti e della personalità di Basim nei suoi anni più adulti abbiamo già esaminato tutto il possibile in tanti altri articoli, per cui non ci soffermeremo più di tanto. Nel nuovo capitolo arabo vivremo i suoi anni giovanili come adepto della Confraternita, accompagnandolo nella sua identificazione come Saggio.
Questa parte della sua storia e del suo sviluppo personale avrà certamente un ruolo primario nelle vicende del gioco, dato che il titolo stesso ci suggerisce una abbondante presenza di miraggi che il protagonista avrà del suo alter ego. La personalità di Loki emergerà anche in questo caso sotto forma di un'entità affine alla cultura e alle credenze di Basim: essendo questi di origine musulmana si presume che sia stato educato alla mitologia araba, motivo per cui nelle sue visioni Loki verrà rappresentato sotto forma di Djinn.
Questa è una creatura menzionata nel Corano, identificata come un essere maligno a metà tra il paradiso e il regno degli uomini. Tornerà quindi il filtro mitologico dovuto alla cultura del protagonista, da sempre il nostro cono di visione prediletto per trattare la materia legata agli Isu.

Difficilmente però torneranno delle sequenze di gioco specifiche sulla mitologia araba, sfruttate per raccontare pezzi di storia Isu, e sinceramente pensiamo che sia meglio così. Come detto prima sentiamo il bisogno di ritornare ad una centralità della lotta tra Occulti e Antichi; con questo non si vuole sminuire l'importanza che i miraggi legati a Loki avranno nel gioco. Avranno come detto un ruolo assolutamente centrale.
Tuttavia, riterremmo più opportuno, visto l'asset del gioco, che tutta l'attenzione venga spostata sul rapporto di Basim con il Credo; in generale cerchiamo un focus sulla sua vita come Occulto e come questa lo abbia plasmato nell'uomo che abbiamo conosciuto in Scandinavia.
Nonostante i desideri dell'Isu dormiente nei suoi geni, Basim rimane un devoto servitore della causa. Egli desidera unirsi ai sicari incappucciati già dal loro primo incontro, principalmente per una vicinanza dei suoi ideali personali al loro Credo. Proprio per questo ci diciamo interessati più al percorso di Basim in quanto Occulto piuttosto che a quello come Saggio, specie perché l'anarchia di Samarra sembra essere il terreno di caccia ideale per qualunque possessore di una lama celata.
L'idea che Basim si farà del suo ruolo come servitore del Credo avrà dei riflessi importanti sugli eventi che si troverà ad affrontare: quasi sicuramente gli eventi della guerra civile lo porteranno ad intrecciare rapporti con figure storiche come il governatore Muhammad ibn Tahirid, i generali Wasif e Bugha e perfino il califfo al-Musta'in.

Tutti personaggi ed eventi che in una misura più o meno marcata influenzeranno la sua visione di mondo, in accordo al Credo; come già sappiamo, questa è una visione della realtà che promuove la ricerca del sapere per acquisire saggezza, e il metodo migliore è apprendere dai propri errori. In sostanza vorremmo conoscere meglio Basim sotto questi aspetti, mediante uno sviluppo del personaggio che trovi un equilibrio tra il periodo storico e il suo rapporto con i confratelli - specie con Roshan, visto che lei sa della vera natura del suo allievo.
Proprio la figura della mentore pare giocherà un ruolo importante; nacque e crebbe schiava, ma riscattò la propria libertà seppellendo il passato in una tomba, giacché durante l'iniziazione si rinuncia alla vita precedente per abbracciarne una nuova dedicata alla causa del Credo.
Roshan incarna lo spirito di questo ritorno al passato tanto celebrato dal gioco. Un ritorno al passato un po' in tutti i sensi, visto che la Confraternita è la più vicina che abbiamo mai visto all'epoca di Altaïr; non per niente uno dei luoghi esplorabili nel gioco sarà Alamut, la leggendaria roccaforte dei veri, storici Assassini. Questo è anche sede delle rovine di un tempio Isu contenente i Sigilli della memoria recuperati da Altaïr, e detto in tutta onestà, non potremmo tollerale di non vederlo.
Il castello fungerà da quartier generale della Confraternita, la quale mostrerà nuovamente tutti i rituali del suo carattere iniziatico, dall'amputazione dell'anulare fino alla piuma intrisa di sangue per confermare gli omicidi. Un plauso iconografico che immediatamente ci proietta di nuovo nel primo capitolo della serie.

Una certa attenzione è stata data alle similitudini tra Occulti e Assassini, poiché il passaggio che li lega è già imminente al tempo di Basim.
A livello fattuale nel IX secolo gli Occulti erano già Assassini in tutto meno che nel nome, tant'è che armi, modus operandi, regole, ideali e rituali erano identici; l'attenzione iconografica si evince anche dall'uso del bianco nelle uniformi e dalla fascia rossa per segnalare il rango di maestro. Si respira nuovamente l'aria di una casa che quasi per necessità eravamo stati costretti a chiudere per tempo indefinito, ma non sarà mai perfetta se il rovescio della medaglia non sarà altrettanto curato.
Non riusciamo ad immaginare dei volti storici tra quelli descritti che potrebbero essere degli Antichi, per cui ci tocca supporre che questi saranno per la gran parte figure di fantasia.
Troviamo però stranamente curioso che un Saggio, venerato da loro come un dio redivivo, sia anche parte del loro nemico giurato; un qualsiasi membro dell'Ordine, noto per essere maniacalmente devoto agli Isu, non potrebbe non sentirsi in difficoltà se minacciato da un essere come Basim. Sarebbero in un certo senso costretti a combattere un essere per loro sacro - ammesso che si rendano conto della sua identità.

La sua doppia posizione come Saggio e come Occulto riveste quindi un'importanza ancor più notevole se consideriamo la contraddizione che questa costituisce per il suo nemico; un dettaglio che vogliamo venga assolutamente considerato nella caratterizzazione degli antagonisti, i quali dovranno essere pochi ma buoni! Un dettaglio del trailer, forse insignificante o no, ci suggerisce che un certo studio sia stato dedicato anche agli antagonisti.
Nel momento in cui Basim avvicina la vittima, ne getta via la maschera rituale; un close-up sulla stessa ci rivela una somiglianza molto forte con la maschera utilizzata dagli Antichi persiani durante il regno di Serse il Grande. La maschera in questione ha delle radici babilonesi, l'antica civilizzazione che abitò quelle terre; in base a quanto dichiarato non sarà la sola tipologia di maschera che vedremo.
Non sappiamo dire fin dove sia lecita la presenza di elementi Isu basati sulla mitologia babilonese, anche perché questi dovrebbero incastrarsi con Loki e le vicende che lo vedono coinvolto, ma qualora dovessero trovare un loro spazio coerente, lo riterremmo un gradito arricchimento al mito della Prima Civilizzazione.
Un ultimo appunto vorremmo farlo sugli aneddoti della vita personale di Basim stesso, primo su tutti il suo racconto davanti al falò nel Cent: vogliamo capire se in quell'occasione si stesse riferendo ai suoi ricordi come Loki o ad una vera esperienza di vita dei suoi anni giovanili. Parola d'onore degli sviluppatori, nulla di ciò che abbiamo già visto verrà contraddetto: la versione giovanile di Basim è stata adattata a quella senile in modo che niente sia fuori posto.
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