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L'ULTIMO VOLO DEL CORVO!

  • Immagine del redattore: Connor1991
    Connor1991
  • 1 dic 2022
  • Tempo di lettura: 6 min


La saga del Clan del Corvo è finalmente giunta al suo epilogo, con la lama celata e l'ascia appese al chiodo dopo ben due anni dall'inizio di questa epopea. Un lunghissimo viaggio che ci ha catapultato nel cuore del mondo vichingo, della sua cultura, della sua storia, lasciando nel mosaico di Assassin's Creed una impronta indelebile e importantissima.

Che vi siano piaciute o meno, è innegabile che le avventure di Eivor abbiano gettato luce su molti misteri della serie, alcuni dei quali vecchi di quasi un decennio e ritenuti, per certi aspetti, dimenticati. Quest'ultimo capitolo della sua vita non si smentisce e non è da meno, poiché offre gratuitamente al giocatore una serie di quest in cui Eivor indaga il suo io interiore.


Meglio tardi che mai oseremmo dire. La poca consapevolezza di Eivor sulla sua reale identità quale Odino reincarnato è stata oggetto di amare critiche sin dai primi mesi di uscita del gioco: sebbene il suo cammino fosse costellato di antichi templi Isu e molteplici Frutti dell'Eden, la drengr non si era mai interrogata sul suo passato quanto avrebbe realmente dovuto.

Clausola a parte, riteniamo assurdo che questi aspetti fondamentali del personaggio vengano esplorati in contenuti gratuiti dalla durata effimera anziché in espansioni enormi pagate in denari sonanti, poi rivelatesi estremamente inutili nell'economia della serie - oltre che di una qualità ludica e narrativa scadente.

La nuova espansione si focalizza sul rapporto tra Eivor e Odino, e sul bisogno che la prima sente di non reprimere più la personalità dell'Isu, accettando questo lato di sé e desiderando apprendere da esso.

Ma tutto bene quel che finisce bene; nonostante ci sia voluto tempo e pazienza, alla fine abbiamo avuto le risposte che cercavamo. Una su tutte: nonostante sia uscita vittoriosa dal loro scontro interiore, Eivor non è riuscita a liberarsi del tutto dall'influenza di Odino, ma solamente ad isolarlo. La drengr subisce ancora gli influssi dei ricordi dormienti nei suoi geni, e i tratti peculiari dell'Isu che fu nella sua vita passata iniziano a emergere anche nel suo comportamento.

Volendo comprendere la sua natura e il perché di queste continue visioni legate al Padre di Tutti, ella decide di isolarsi nel Vinland, una terra in cui potrà lasciarsi alle spalle il suo passato e scoprire del suo vero io.


D'altronde la sete di conoscenza è un aspetto fondamentale della personalità di Odino, che alla fine trova un riflesso nel bisogno umano di Eivor di conoscersi meglio. Il dialogo che i due si scambiano lungo il fiume di Ravensthorpe viene osservato fuoricampo da Basim ibn Ishaq, nuovo protagonista del presente e a sua volta reincarnazione di Loki; egli commenta affermando come sia per lui atipico vedere un Isu e la proprio reincarnazione interagire a quel modo.

Un simile commento solleva ovviamente spunti di riflessione interessanti sulla natura di questi esseri, che approfondiremo a tempo debito in un articolo dedicato. Al momento riteniamo opportuno concentrarsi di più sulle interazioni di Eivor con i vari personaggi che saluta prima di imbarcarsi per il Vinland.

Sia Hytham che re Ælfred tentano di portare Eivor dalla parte della Confraternita dei Templari, non riuscendo a causa del desiderio che quest'ultima ha di conoscere sé la vera sé stessa.

I primi sono nientemeno che Hytham e re Ælfred del Wessex, una scelta che per noi non è casuale. O meglio, ci piace pensare che siano stati scelti i suddetti come primi personaggi per rimarcare di nuovo la neutralità di Eivor circa l'eterno conflitto tra libertà e ordine assoluti.

I suddetti infatti provano a convincere la potente vichinga a unirsi ai loro ranghi, entrambi parlando la lingua della loro ideologia. Hytham prova a far leva sull'amore e sullo spirito di fratellanza della Confraternita, lo stesso che tentano di spargere tra gli uomini, poiché il loro Credo è per tutti; le belle parole tuttavia trovano il rifiuto di Eivor: ella ritiene di non avere una morale abbastanza salda per una causa così nobile. Ælfred dal canto suo narra della pace e della prosperità che sogna per il regno di Inghilterra, e di come il percorso per raggiungerle sia arduo e ricco di conflitti.


Egli è stanco di fare guerra e informa Eivor di come lui e Guthrum abbiano un armistizio: ai vichinghi sarà concesso di tenere le terre conquistate a patto che si convertano al cristianesimo, offerta che lo stesso Guthrum accetterà battezzandosi come Æthelstan. Il sovrano fa ad Eivor la stessa offerta di conversione, invitandola anche a schierarsi con il nuovo Ordine da lui fondato.

La proposta viene declinata, non essendo Eivor convinta del cristianesimo, ma soprattutto perché conscia di come i suoi dei siano quelli realmente esistiti, in un determinato senso. Il desiderio di lasciarsi alle spalle i suoi anni di conquista e conflitto supera ogni possibile offerta fatta dagli Occulti o dai Templari.

Eivor, Sigurd e Re Harald sono protagonisti di una interessante scena in cui decidono di condividere quel che sanno sulla loro natura da Saggi; peccato non aver indagato ulteriormente questo dialogo.

Nemmeno l'amore per Sigurd e per le tradizioni dei norreni possono frenarla ormai. La sua visita al re Harald Bellachioma, ora conquistatore della Norvegia, la vede oggetto di una terza offerta: salpare per l'Islanda in aiuto degli alleati stanziati lì, in nome del nuovo Re dei vichinghi. Il richiamo del mare, dell'avventura e della guerra erano da sempre il centro di ogni norreno che sognasse di guadagnarsi un posto nel Valhalla.

Ma anche questa offerta vede un rifiuto deciso, poiché Eivor è tornata in Norvegia soltanto per confrontarsi con coloro che come lei sono Isu redivivi; significativo il fatto che lei, Sigurd e Re Harald tocchino la loro distintiva abrasione nera durante questo discorso.


Il rifiuto costante delle proposte dei suoi alleati è una meccanica narrativa ridondante di quest'espansione, ma ha senso in quanto tende a rimarcare sempre più la convinzione di Eivor nel lasciarsi tutto quanto alle spalle per ottenere le risposte che cerca. La ripetitività della dinamica offerta-rifiuto non va vista secondo noi come un difetto, ma più come un costrutto narrativo che nella sua semplicità contribuisce a mettere gli ultimi tasselli un mosaico già di per sé complesso e vasto.

I saluti di Eivor si concludono con l'addio a Valka e la partenza in solitudine. Come confessa alla veggente, il suo viaggio dall'esito incerto e che riguarda lei esclusivamente, motivo per cui dovrà affrontarlo da sola. Il suo ultimo momento a schermo lo avrà alla fine dell'espansione, quando grazie all'effetto osmosi Basim la vedrà intenta ad interrogare Odino sulla Catastrofe di Toba, conosciuta come Ragnarok dal suo popolo.


Il simposio di menti; da come si è svolto il dialogo, pare che Basim dovrà dar prova della sua fedeltà agli Assassini,

Forse non nel modo più spettacolare possibile, ma abbiamo avuto quelle risposte che stavamo cercando in merito al perché Eivor fosse morta in Vinland e perché ella fosse tanto indifferente alla sua vera natura. Si chiude dunque un ciclo, e si apre il prossimo. Questa espansione gratuita infatti porta avanti la trama del presente con dei passi anche piuttosto importanti per il futuro della serie, uno su tutti l'incontro inaspettato tra William Miles e Basim nella simulazione ricreata dall'Animus.


Il simposio di menti tanto atteso è stato mostrato, e per quanto breve, ha messo subito in chiaro una cosa: il Mentore degli Assassini non si fida di Basim, il che è ragionevole considerato come tutti gli Isu incontrati da William non abbiano fatto altro che rovinargli la vita e ingannare l'umanità. La reincarnazione di Loki dal canto suo rimarca la fedeltà al Credo della Confraternita e acconsente a schierarsi con loro, atto sul quale William pone una condizione precisa.

Le porte di Mirage.

Uscito dall'Animus infatti, Basim si auto-preleva del sangue e avvia il sequenziamento di tutte le sue memorie - presumiamo anche quelle di Loki nella loro autentica versione. La ragione di una simile condizione da parte degli Assassini risiede quasi sicuramente nel loro bisogno di esplorare il passato del nuovo alleato, così da capire quanto possano fidarsi, ma pure nel desiderio di vedere dei veri estratti della perduta era Isu.

Per farla breve, il sospetto è che il poco presente che vedremo in Mirage sia stato delineato già da questa singola cutscene: non vedremo niente più che Basim o qualche Assassino intento a rivivere i suoi ricordi, al solo scopo di estrarre informazioni circa la sua fedeltà al Credo e sugli Isu. In chiusura vogliamo riportare un dettaglio importante, forse il più importante tra tutti:


29 giorni - 3 ore - 4 minuti


Questo è il tempo indicato dall'Animus per la completa estrazione dei ricordi di Basim; è improbabile che si tratti di numeri casuali visto che egli sarà protagonista del prossimo capitolo, del quale finora non abbiamo assolutamente niente se non un trailer cinematografico di presentazione.

Altrettanto improbabile che si tratti di una data d'uscita del gioco, previsto per il prossimo anno. Le ipotesi a questo punto sono due: tenendo conto della data di rilascio originale dell'espansione, il primo gameplay di Mirage potrebbe essere mostrato il 5 gennaio, ma se volessimo iniziare il countdown a partire dalla data di rilascio effettiva, allora ne viene fuori il 30 dicembre.


Sarà un'intuizione fondata o un buco nell'acqua? Restate con noi e scopriamolo insieme!

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