IL GRANDE EONE - I CLAN DEGLI ISU
- Connor1991
- 3 ago 2022
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Procediamo spediti con il terzo episodio dedicato alla nostra serie di approfondimento sugli Isu; nei due capitoli precedenti abbiamo parlato di questa specie dal solo punto di vista biologico, e tra una nozione scientifica e l'altra abbiamo capito come si sono evoluti e come funziona il loro tratto genetico distintivo: il sesto senso noto come Conoscenza - e relative versioni depotenziate.
Dissertazioni lunghe ma doverose, perché altrimenti non avremo mai il quadro completo della situazione. Ed è con lo stesso spirito che nell'articolo di oggi ci accingiamo ad esplorare un frangente salito alla ribalta solo di recente: la suddivisione etno-territoriale degli Isu. In parole più semplici lo scopo di oggi è capire quali fossero i principali clan degli Isu, quali territori occupassero e cosa li distingueva rispetto agli altri.
Ci saranno ovviamente informazioni ufficiali così come delle nostre personalissime supposizioni, che per quanto fondate su solide prove vi invitiamo sempre a trattare come ogni altra possibile spiegazione fan-made. Avremo ovviamente cura di indicarvi cosa è reale e cosa non lo è. Fatta questa doverosa premessa, non perdiamo tempo e cominciamo, direttamente a partire da un passo del primissimo episodio.
Trattando la biologia generale di un Isu ci siamo rivolti alla teoria di Charles Darwin sulla selezione naturale per spiegare come le differenti condizioni di vita affrontate dal branchi di Homo sapiens migrati dall'Africa, li abbiano spinti ad evolversi in maniera diversa, culminando dopo diverse centinaia di migliaia di anni in differenti etnie di Isu. Fu dunque il progressivo adattamento al clima di differenti territori a determinare la diversità etnica degli Isu, che solo dopo si tradusse ulteriormente in differenziazione culturale, territoriale e socio-politica.
La domanda che ora ci preme di più è: quali erano questi clan e come erano distribuiti geograficamente? La triste realtà è che le informazioni in nostro possesso sono decisamente incomplete, e una ricostruzione a 360° richiede da parte nostra una larga fetta di intuito. La cosa ovviamente non ci spaventa.

Partiamo col dire che la nostra fonte di ricerca principale è la mitologia norrena, il solo corpus di leggende che ha conservato in qualche modo il ricordo della diversità etnica degli Isu; i vichinghi infatti non li ricordavano solo come degli dei, ma anche come esseri mitologici molto differenti fra loro. Si contano un totale di otto razze differenti nell'antica religione norrena, ognuna delle quali associata ad un proprio regno. Una di queste razze in particolare coincide con un clan Isu che al tempo della Grande Catastrofe rappresentava la maggior potenza militare e scientifica del loro popolo; i norreni li ricordavano come Jötnar, giganti di ghiaccio originari del bianco regno di Jötunheim, un ricordo alquanto curioso visto che il loro parallelo con la vera storia degli Isu ha poco a che vedere con il ghiaccio.
Costoro erano infatti un clan di Isu originario delle coste a nord del bacino mediterraneo, che dominava prevalentemente sulla penisola italica e sulla Grecia, ma che acquisì anche altri territori a seguito di una probabile campagna militare condotta a discapito di altri clan e gruppi di Isu minori. Dai ricordi di Odino e dalle numerose dichiarazioni fatte dai membri stessi del clan possiamo evincere che i confini di Jötunheim si estendessero anche sulle coste orientali del Nord America e sull'arcipelago dei Caraibi; ricordiamo infatti che Aita, marito di Giunone, fu architetto dell'Osservatorio, una base di spionaggio costruita in Giamaica, e che la stessa Giunone, insieme a Minerva e Giove, rimase chiusa all'interno del Grande Tempio per diversi anni alla ricerca di un metodo di salvezza dalla Grande Catastrofe.

Il suddetto tempio si erge nell'attuale New York State, che nell'era della Prima Civilizzazione pare vantasse anche una vera e propria città capitale del clan, ricordata nelle leggende come Utgard. Infine bisogna far presente che il sovrano Giove avesse anche due fratelli, Ade e Poseidone, a loro volta sovrani di due regni situati in Grecia, i quali non erano però indipendenti dal volere del re di tutti gli Jötnar - approfondiremo l'aspetto politico e sociale degli Isu in un ulteriore articolo, al momento ci importa solamente capire la loro distribuzione territoriale. Considerata la mole di territori controllati pare che il clan greco-romano degli Isu potesse vantare un vero e proprio impero, la cui testimonianza risiede non solo nei loro ricordi e parole, ma anche nelle numerose cripte e templi loro associati portati alla luce in America, Caraibi, Italia e Grecia.
Come detto sopra, gli Isu del clan di Jötunheim intrapresero, almeno in base ai territori da loro controllati e certe strutture da loro costruite, una serie di campagne militari per espandere i loro domini e assoggettare altri clan al loro dominio. Parallelamente alla guerra contro la Ribellione degli Umani infatti, insistevano in una lotta senza quartiere contro gli Æsir, un potente clan Isu che dalla loro dimora ad Asgard dominavano sulla Scandinavia.
Il loro territorio era notevolmente ridotto se paragonato a quello vastissimo controllato dal nemico, eppure come spesso accade è possibile notificare l'esistenza di alcuni Isu ascendenti da entrambi gli schieramenti: lo stesso Odino, allora capo supremo del clan scandinavo, era figlio di Bestla, una Jötunn, e di un Æsir noto come Borr. In guerra vi fu perfino una relazione clandestina tra Loki, fratello di Odino per patto di sangue, e Aletheia, ultima Dicaste di Atlantide stanziatasi nei possedimenti del suo clan in Nord America.

Quanto appena descritto ci lascia capire che gli Isu fossero indifferenti alla preservazione etnica del proprio clan, e che l'interazione fra differenti realtà culturali portò alla nascita di ibridi anche tra di loro. Non vi era dunque alcuna restrizione in merito al rapporto con membri di altri clan, a meno di situazioni particolari come per l'appunto una guerra; fatto sta che la commistione etnica tra i vari clan venne in alcuni casi impiegata per risolvere dei conflitti altrimenti interminabili e gravosi. Prima di far guerra agli Isu greco-romani infatti, il clan degli Æsir affrontò per diversi anni il clan rivale dei Vanir, comandato dal loro leader Freyr. La risoluzione di questo conflitto fu siglata attraverso un matrimonio politico tra Odino e Freyja, sorella gemella del capoclan dei Vanir, i quali divennero i più stretti alleati degli asgardiani.
I territori corrispondenti al dominio di Vanheim rimangono perlopiù un mistero, ma dato il conflitto con gli Æsir è auspicabile che si trovassero a ridosso della Scandinavia se non nella penisola stessa; volendo dar credito alle parole di Snorri Sturluson nella sua Edda in prosa, il luogo d'origine dei Vanir dovrebbe trovarsi nei pressi del Don, un fiume del Mar d'Azov nella Russia sudoccidentale.
Se supponiamo che i Vanir occupassero quella regione fino al confine marittimo con la Scandinavia, allora è il tutto diventa abbastanza verosimile, anche perché la risoluzione della guerra in un matrimonio sembra suggerire una sorta di stallo nel conflitto, situazione realizzabile solamente in contesti di potenze militari e territoriali paragonabili.

Vanir e Jötnar non sono però gli unici gruppi di Isu ad aver avuto un conflitto con gli Æsir, i quali trovano un posto anche nel paganesimo celtico; è molto probabile che non si trattasse di uno dei clan maggiori, bensì di un gruppo minore di Isu che abitava le terre britanniche.
La testimonianza del loro passaggio risiede in alcuni monoliti ritrovati da Eivor Varinsdottir in delle rovine Isu sotto Stonehenge: le incisioni in particolare recano i nomi di Morrigan e Lug, due figure della mitologia irlandese. Inoltre pare che nel corso della sua vita Odino abbia avuto modo di combattere più volte contro Balor, il generale di un antico popolo che nelle leggende irlandesi prendono il nome di Fomor.
Lug e Balor in particolare vengono ricordati dal popolo irlandese come parte della caduta e dell'ascesa di uno dei più floridi popoli di quelle terre, prima che gli uomini instaurassero il loro dominio: i Túatha Dé Danann; nelle leggende popolari sono molte le loro analogie con gli Isu, tant'è che vengono descritti come un popolo molto avanzato scientificamente e culturalmente, costruttori di imponenti città d'oro e cosa più importante, alleati degli dei norreni.
Con un buon margine di accuratezza potremmo allora suppore che, in accordo alle leggende che li vedono coinvolti, Fomor e Túatha Dé Danann fossero due gruppi minoritari di Isu tra loro in conflitto per il dominio delle lande britanniche.

Sempre dalla mitologia norrena si aggiunge alla nostra lista il clan Isu proveniente dal continente africano, ed in particolare da quella che sembra essere la regione sahariana.
Ricordati dai vichinghi come giganti di fuoco, i Muspel governati dal signore della guerra Surtr e dalla sua progenie, furono un popolo separatista: essi sono infatti degli Isu originari di Jotunheim, ma migrarono in Africa per motivi sconosciuti; è probabile che lì passarono al mito come gli dei del pantheon egizio, seppur dai ricordi di Odino non emerga alcuna correlazione tra i giganti di fuoco del mito norreno e le divinità dell'antico popolo dei faraoni, al punto che potrebbe anche trattarsi di due fazioni di Isu distinte ma coesistenti in un unico territorio. In tal senso sarebbe più opportuno riferirsi agli Isu della regione sahariana come clan diversi.
Esistono comunque sia più testimonianze di dei egizi effettivamente corrispondenti a degli Isu; le principali fonti in merito sono i messaggi da essi lasciati nei loro templi nei giorni successivi alla Grande Catastrofe, messaggi ritrovati da Bayek di Siwa durante le sue esplorazioni.
Ognuno di questi messaggi è portato da un ambasciatore diverso, ma tutti quanti si presentano all'uditore come un messaggero legato presumibilmente a qualche Isu di rango superiore: tra i nomi compaiono Seth e la sua consorte Anat, rispettivamente dio del deserto e dea guerriera, ma anche Amon e Amunet. In più nelle simulazioni di Atlantide preparate da Aletheia per insegnare a Kassandra di Sparta come controllare il Bastone di Ermete è possibile rilevare anche la presenza di un archivio dedicato al dio Horus, principe Isu figlio di Osiride e Aset.
Alcuni di questi nomi sono Isu già accertati mentre altri sono solamente dei papabili candidati, ma la cosa certa è che una fazione di Isu ricordata dagli egizi come delle divinità è sicuramente esistita.
Come detto prima, non è chiaro in nessun modo se i nomi suddetti abbiano una qualche corrispondenza con i Muspel osservati nei ricordi di Odino, ma le poche informazioni a noi note tendono ad avvalorare più l'ipotesi per cui fossero due fazioni nettamente distinte e separate tra loro, seppur coesistenti nella stessa regione. D'altronde anche a livello comportamentale e culturale i seguaci di Surtr non sembrano inclini ad alcun tipo di comportamento tipico degli dei del mito egizio.

Al contrario, i Muspel furono quasi sicuramente il più sanguinario clan di Isu mai esistito, votati alla guerra come unico e solo stile di vita: tale era la loro devozione al massacro che secondo Eysa, la loro principessa, commettevano spesso delle atrocità anche tra loro stessi solo per puro divertimento, o per intrattenere il loro monarca. Ciononostante è evidente che si allineassero ad alcune concezioni e usanze tra altri clan: anche Surtr mise fine alle dispute intestine sposando la rivale Sinmara, e il fatto che suo figlio Glöð fosse un potente Isu ibrido Muspel-Jötunn suggerisce che neanche questo clan fosse interessato a preservare la purezza del proprio sangue.
Ad ogni modo, la ferocia dei Muspel trova il suo culmine nel brutale genocidio degli abitanti di Alfheim.
Qui si apre una doverosa parentesi, giacché ci tocca rettificare il soprannome Prima Civilizzazione. Pare infatti che gli Isu non siano stati davvero la più antica civilizzazione della Terra, dal momento che nei ricordi di Odino osservati da Eivor Varinsdottir, tutti i Precursori si rivolgono agli Elfi apostrofandoli come Antichi. I nativi di Alfheim sarebbero dunque una razza dalla storia perduta, ancor più potente e tecnologicamente avanzata degli Isu stessi, i quali mai furono in grado di comprendere totalmente i loro segreti sull'anima e la di essa trasmigrazione negli oggetti.

Quale razza distinta dagli Isu, gli Elfi avevano sviluppato un loro codice linguistico e una loro cultura, sulla quale tuttavia non avremo alcuna informazione in più rispetto a quelle attuali. Non è neanche chiaro quanti e quali territori fossero sotto il loro dominio prima che fossero trucidati, ma la presenza di alcuni loro templi nei pressi di Svartalfheim suggerisce che siano stati sostituiti dagli Isu. In sintesi non è possibile dire molto su quest'altra misteriosa e avanzatissima razza, ma la sua non coincidenza con i domini Isu evidenzia solamente che non tutti i nove regni del mito nordico si riferiscono ad essi - e non è neanche detto che i maggiori clan Isu fossero solamente nove come quelli del mito norreno.
Lo stesso discorso potrebbe in realtà essere fatto per i Nani, i quali sono da noi stati trattati come Isu a tutti gli effetti negli articoli precedenti, seppur di questo non vi sia certezza alcuna.
Gli abitanti dei monti e delle caverne di Svartalfheim infatti si riferiscono alla loro specie come distinta da quella degli Umani, ma non si sono mai neanche identificati come Isu, seppur in più circostanze il mastro forgiatore Ivaldi abbia velatamente inteso che i Nani fossero un altro clan della suddetta specie. Volendo pertanto avvalorare gli indizi lasciati da Ivaldi, possiamo prenderci la libertà di confermare i Nani come un altro gruppo etno-culturale degli Isu.
In tal modo possiamo riconfermare tutte le caratteristiche abbiamo ipotizzato nella trattazione relativa alla biologia degli Isu - volendo dare per certo che la percezione mitologica di Eivor Varinsdottir non tradisca il loro aspetto, nel senso che i Nani potrebbero anche non essere stati degli Isu affetti da nanismo.
La domanda maestra è ovviamente: a quale territorio del mondo reale corrisponde Svartalfheim? Anche in merito a questo non si hanno informazioni, ma la teoria più in voga è che coincida con la Turchia o più in generale con una parte del Medio Oriente - nulla di confermato, da tenere sempre presente.

Infine bisogna tenere conto di quegli Isu apparsi singolarmente, e di conseguenza non associabili ad uno specifico clan o gruppo sociale di Isu; ma è pur vero che, conoscendo il lascito mitologico del singolo esemplare, possiamo teorizzare sugli altri dei ad esso affiliati per ricostruire il clan di appartenenza - o perlomeno ipotizzarlo. Da qui si può dedurre anche l'area geografica dominata ed eventuali caratteristiche contraddistintive.
Assumiamo come esempio il pantheon hindu: a parte Durga, ricordata dai fedeli induisti come incarnazione della creazione e della distruzione, nessun'altra divinità del culto associato è stata confermata come Isu. La coscienza di Durga rimase infatti intrappolata nel Koh-i-Noor per diversi millenni, e solo una svolta risvegliata dalla principessa Pyara Kaur manifestò la sua origine Isu.
Assumendo per ipotesi che non fosse la sola figura del culto hindu ad avere le origini suddette, dovremmo includere divinità come Ganesh o la dea Kali. Con ciò rimandiamo a quanto detto nell'articolo dedicato alla biologia degli Isu, ovvero che gli esemplari venerati come dei dal culto hindu fossero identificabili da un numero di arti maggiore a quattro: infatti Durga e molte altre divinità hindi hanno quattro o più braccia.
Al gruppo suddetto dovremmo includere anche Buddha, nome popolare del leggendario filosofo indiano Siddharta Gautama, la cui natura Isu è confermata dalle ricerche del poeta giapponese Abe no Nakamaro, che fu pure custode delle sue spoglie. Fra i tanti altri esempi potremmo anche presentare un terzo clan del continente africano, stavolta stanziato lungo le savane della Tanzania: tra gli archivi degli Assassini vi sono infatti delle antiche incisioni recanti i nomi di Yaldabaoth, Samael e Saklas.
Costoro furono tre Isu facenti una delle tante generazioni della Triade Capitolina, e al loro tempo furono responsabili del Progetto Anthropos su direttiva dell'Alto Consiglio; in mitologia furono ricordati come tre aspetti del Demiurgo nel culto gnostico.

Il Progetto Anthropos, come ormai sappiamo, si realizzò presso la città di Eden per mano di un brillante scienziato di nome Phanes. Non è noto il suo clan, ma il fatto che sia stato ricordato nella mitologia greca come dio primigenio figlio di Crono suggerisce che fosse uno Jötnar; d'altra parte il suo essere stanziato a Eden lascia spazio all'ipotesi che facesse parte dello stesso clan centro-africano della Triade Capitolina di allora.
Quale che fosse la sua origine è molto plausibile che la città di Eden fosse epicentro di un clan Isu non ben identificato tra i nove grandi regni della mitologia nordica; a tale gruppo apparterrebbero i tre aspetti del Demiurgo gnostico identificati prima Isu. Ricordiamo che gli ultimi due esempi legati al pantheon hindu e quello gnostico rappresentano solamente delle congetture non confermate, seppur loro modo plausibili.
Tali esempi servono più che altro ad introdurre un discorso di natura assai più complessa: potenzialmente, ogni culto o fede religiosa professata dai popoli che hanno attraversato la Terra nel corso della storia ha una radice nella storia degli Isu, e di conseguenza risulta praticamente impossibile ricostruire del tutto la loro realtà etno-territoriale. Gli dei giapponesi della mitologia shintoista potrebbero ad esempio essere un clan di Isu unico così come un modo alternativo di chiamare gli Isu venerati in tutt'altro culto, esattamente come gli Jötun vengono identificati sia nel mito greco-romano che in quello etrusco.
Minerva possiede addirittura differenti nomi a seconda del pantheon mitico nel quale viene identificata: gli induisti la ricordano come Saraswati mentre i norreni come Gunlodr.
Con ciò vogliamo dire che divinità appartenenti a religioni differenti potrebbero in realtà fare riferimento ad un singolo Isu, il che rende la mitologia stessa un mezzo poco accurato per ricostruire un quadro etno-territoriale così complesso. D'altronde essa è solamente un ricordo distorto che gli Umani hanno degli Isu e della loro civiltà, tanto vago da sovrapporre Ade ad Aita nel pentheon etrusco, nonostante fossero due entità completamente diverse.
Dunque, aldilà di quelle singole realtà delle quali sappiamo grazie ai ricordi di Odino dormienti nel genoma di Eivor non è possibile identificare con assoluta certezza ulteriori suddivisioni culturali, etniche e territoriali tra gli Isu - sia per carenza di informazioni sia per vacuità delle fonti a disposizione.
Ciò che possiamo fare è limitarci ad una visione generale: confrontando mappe di templi e rovine risalenti all'epoca Isu possiamo farci un'idea di quali territori essi avessero occupato, senza distinguere clan o altre caratteristiche più specifiche.
E con ciò possiamo anche mettere la parola fine a questa lunghissima dissertazione, sulla quale potremmo ovviamente spendere milioni di altre parole, ma che per questioni di celerità non verranno mai messe nero su bianco. Giusto per riassumere:
Le fonti a disposizione e la mitologia stessa non forniscono informazioni sufficienti a ricostruire con precisione un quadro etno-territoriale dell'epoca Isu, giacché divinità appartenenti a culture diverse potrebbero in verità identificarsi con un unico Precursore venerato da ambedue le religioni. Ciò rende difficoltosa la determinazione dei territori e dei membri di appartenenza, senza ulteriori dettagli a supporto che possano fare chiarezza; il fatto che alcuni Isu abbiano genitori originari da clan diversi complica ulteriormente l'identificazione.
Gli unici clan di Isu identificabili con certezza sono quelli osservati nei ricordi di Odino sigillati nel DNA di Eivor Varinsdottir. Con certezza pressoché assoluta è possibile distinguere almeno 5 clan legati alla mitologia norrena, con terre e membri elencati in dettaglio: Jötunheim, Muspelheim, Æsheim, Vanheim e Svartalfheim; questo è in realtà dibattuto e incerto.
Non tutti i nove regni del mito norrena fanno riferimento ad una realtà etno-territoriale degli Isu: le fonti indicano infatti che gli Elfi fossero una civiltà più antica e complessa degli Isu stessi, i quali non sarebbero a questo punto la Prima Civilizzazione.
Sembra possibile poter distinguere tra Clan maggiori e Clan minori degli Isu, quest'ultimi occupanti territori notevolmente ridotti se paragonati ai grandi possedimenti di Jötunheim o di Æsheim.
Vi rimandiamo infine al quarto capitolo di questa serie di approfondimenti, in cui parleremo della struttura sociale locale e internazionale degli Isu!
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