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ASSASSIN'S CREED - QUANDO IL GIOCO DIVENTA CRESCITA E CULTURA

  • Immagine del redattore: Connor1991
    Connor1991
  • 30 apr 2021
  • Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 1 mag 2021



Nel giro di pochissimi decenni, i videogiochi sono diventati una delle fonti di intrattenimento più amate dal grande pubblico, evolvendosi dallo stato di semplice prodotto commerciale a quello di una vera e propria forma d'arte: nel contesto del mondo artistico, il videogioco è definito come la decima arte, trovando alle spalle della sua produzione un entourage più o meno vasto che, attraverso un gamepad, comunicano ed esprimono il loro pensiero e la loro creatività.

In epoca contemporanea, è ormai innegabile che il videogioco sia diventato un linguaggio molto potente, capace di suscitare emozioni, trasmettere messaggi e, talvolta, anche contribuire alla formazione culturale e allo sviluppo del proprio pensiero critico.

Genio e sregolatezza, Patrice Désilets è la mente dietro la nascita di Assassin's Creed, un franchise destinato a fare la storia dei videogiochi.

Non è un caso che le menti dietro queste opere vengano definite autori, con un vero e proprio concetto di autorialità, similare a quello del cinema, che si sta pian piano delineando anche nel mondo dei videogiochi: basta pensare a nomi autorevoli come Hideo Kojima per Metal Gear Solid e Cory Barlog per God of War. Tutti titoli che si sono fatti un nome nella storia di questa forma d'arte, e che fanno scuola per tutti coloro i quali desiderino farne parte.

E ovviamente, a scrivere un notevole capitolo di questa storia è Assassin's Creed, capolavoro dei designer Jade Raymond e Patrice Désilets che da semplice serie di videogiochi si è oramai evoluto in un grande universo narrativo, finendo nelle mani di più artisti che, nel bene o male, ci hanno regalato una storia a dir poco sensazionale.


Già nel lontano 2007 il gioco venne acclamato come rivoluzionario e profondamente innovativo sotto moltissimi punti di vista, non solo per la sua formula di gioco unica, ma soprattutto per l'intricato schema narrativo che riuscì ad intavolare. Protagonisti contemporanei a noi giocatori che attraverso una macchina in grado di proiettare i ricordi di un antenato, creavano un dualismo presente-passato permeato da una guerra antica quanto l'umanità stessa, iniziata a causa dell'eredità di un'antica civiltà estintasi e divinizzata dall'uomo sua creatura.

Una concezione tanto complessa quanto geniale e originale della narrazione, che ancora oggi, a distanza di anni, differenzia Assassin's Creed rispetto agli altri; a dispetto di formule di gioco similari e meccaniche ispirate, questo franchise rimane unico nel suo genere.

Filosoficamente parlando, la guerra tra Assassini e Templari può essere ricondotta a situazioni reali della vita quotidiana: politica, sociale, o anche solo il semplice equilibrio interiore di una persona.

Ciò che tuttavia rende Assassin's Creed speciale rispetto agli altri giochi è il vasto numero di tematiche e argomenti che ha esplorato nel corso della sua crescita, proponendo man mano storie dal carattere mai banale e sempre maturo, inscenando, a volte, dei veri e propri quesiti della vita reale di tutti i giorni: regole, leggi, ordine, libertà, giustizia sociale, integrazione, lotta alle disuguaglianze, amore per la storia e molto altro.

Un grande arazzo di riflessioni trasposto dentro un'esperienza puramente interattiva; d'altronde basta pensarci sopra appena qualche istante per realizzare come la guerra millenaria tra Assassini e Templari, nelle sua accezione ideologica, si rifletta anche nel nostro quotidiano.


Il Credo è la massima espressione del libero arbitrio, quel che i popoli e le minoranze cercano di ottenere lottando per i propri diritti e la loro libertà individuale, ma anche lotta al pregiudizio e alle disuguaglianze; è un po' ciò a cui stiamo assistendo negli ultimi tempi, con l'affermazione dei vari gruppi della comunità LGBTQ+ o il raggiungimento della democrazia in alcune parti del mondo. Mentiremmo se dicessimo che la stessa massima del Credo non ci ha indotto a più di una riflessione sulle nostre ideologie o sulla nostra posizione nello spettro socio-politico:


Nulla è reale, tutto è lecito.

Votati alla ricerca della saggezza e della libertà assoluta, gli Assassini si contrappongono all'idea templare di un mondo in pace secondo regole e ordine.

Secondo questa frase, la naturale propensione dell'uomo alla conoscenza dovrebbe tradursi in una ricerca costante della saggezza, la quale può acquisirsi solo con un rigoroso prospettivismo; tuttavia la realtà in tutte le sue sfaccettature è inconoscibile, visto che i sensi sono suscettibili all'inganno. Dunque nulla è reale.

E cosa è una legge, se non una regola imposta da un uomo a un altro uomo? Essa è forse un impedimento fisico o materiale al compimento di una qualunque azione? Secondo gli Assassini, no; ogni azione è virtualmente eseguibile e solo la propria morale dovrebbe costituire un limite per il singolo individuo, a patto che egli conviva con le conseguenze delle sue scelte, che sono sue e sue soltanto.


Secondo gli Assassini, in altre parole, dovremmo vivere secondo le nostre regole, alla ricerca della nostra identità e del nostro io, di quelle idee e storie che ci definiscono per chi siamo, senza dover rendere conto a società o ordinamenti giuridici. Un pensiero in apparenza anarchico, ma che mira al raggiungimento di una pace basata sul mutuo rispetto della libertà altrui.

E ovviamente ha fatto altrettanto la filosofia dei Cavalieri Templari, convinti che la pace possa realizzarsi solo unificando l'umanità sotto una sola bandiera e un solo dogma da cui è impossibile trasgredire: niente prospettivismo, ma una sola mente per un un solo pensiero, al prezzo del progresso e della libertà. Come disse Haytham Kenway:


"La gente non ha mai avuto il potere. Solo l'illusione di averlo. E sai qual è il segreto? Non lo vogliono! La responsabilità è troppo pesante. Per questo sono così pronti a chinare il capo se qualcuno prende il comando. È che vogliono obbedire agli ordini. Non aspirano ad altro."

La dottrina templare giudica l'uomo debole, accidioso e naturalmente incline alla distruzione. Un essere da educare secondo regole ferree e decise, affinché possano elevarlo ad uno stadio superiore. Solo le menti più forti e acute dovrebbero guidare le masse, senza che queste abbiano alcuna voce in capitolo: è quello che molte realtà sociali sperimentano oggi attraverso regimi dittatoriali o realtà estremiste, ma anche con pensieri a destra dello spettro politico.


Il conflitto e l'equilibrio tra queste due concezioni di pace e di mondo, racchiudono in generale il più grande dilemma della natura sociale dell'uomo: caos oppure ordine? Prendere posizioni tanto nette come quelle sopra descritte è difficile, ma siamo sicuri che in fondo, tutti quanti noi siamo un po' Assassini e un po' Templari. Arriviamo al significato più puro dell'arte come videogioco: indurre una riflessione o un'emozione attraverso il divertimento. È davvero eccezionale come Assassin's Creed sia, spesso anche crudelmente, specchio di ciò che è l'uomo e di cosa egli è stato.

Storie e vicissitudini umane, che ognuno di noi, nel suo piccolo, ha vissuto.

Abbiamo visto amori andare in frantumi in nome del dovere, come quello di Bayek e Amunet. Abbiamo visto Ezio vivere una vita che non ha scelto, che non gli ha portato gioia accanto alla gloria. Gli orrori della schiavitù con Adéwalé e Aveline.

Il fallimento e la perdita con Ratonhnhaké:ton, che nonostante tutto non si arrende e continua a combattere con il mondo e la storia contro. Abbiamo assaporato la sregolatezza, l'egoismo e l'infamia al fianco di capitan Edward Kenway e la redenzione dei propri peccati con Arno.

Attraverso i gemelli Frye abbiamo sostenuto i diritti dei lavoratori nella Londra vittoriana insieme a Karl Marx, e promosso la libertà scientifica in nome di Charles Darwin. E Altaïr ci ha insegnato che non è mai troppo tardi per rimediare ai propri sbagli, e che non si finisce mai di imparare. Storie che in un modo o in un altro ricalcano tutti quanti noi; storie umane che raccontano un pezzetto della nostra vita:


Di cosa è fatto un uomo, se non dei suoi ricordi? Siamo le storie che viviamo! Le favole che ci raccontiamo!"

Non solo crescita personale. Assassin's Creed è diventato nel tempo anche un mezzo di valorizzazione culturale, in virtù del fare della storia umana il teatro dei suoi racconti; un vero e proprio tuffo nel passato che ha portato milioni di giocatori a osservare con occhi il proprio periodo storico preferito ricreato nel minimo dettaglio o interagire con una figura loro particolarmente d'ispirazione. Non è affatto un caso che i capitoli del brand siano stati utilizzati anche a scopo didattico su più ordini e gradi.

L'applicazione videoludica all'insegnamento è ormai un fenomeno in studio da tanti anni, e che porta ogni volta risultati sempre più incredibili: la ricerca registra un maggior coefficiente di attenzione da parte degli studenti, oltre allo sviluppo cognitivo di capacità di problem solving, collaborazione e sviluppo di pensiero critico. L'immedesimazione e l'assimilazione sono tanto più elevate quanto più il gioco è accurato.

Sviluppato su richiesta di docenti da ogni parte del mondo, il Discovery Tour ha permesso ad Assassin's Creed di porsi anche come materiale didattico.

Ed è ovvio che sul piano didattico Assassin's Creed rivesta un ruolo di prima linea. Diversi articoli e studi sono stati redatti sull'utilizzo della saga nei licei o addirittura all'università. Nel 2014 una professoressa del Liceo linguistico Isabella d'Este, presso Tivoli, lasciò che i suoi studenti usassero Assassin's Creed: Unity per esplorare la Parigi rivoluzionaria e vedere con occhio quel che leggevano sul loro libro; la stessa docente ammise che la cura con cui era stato ricreato quel frangente storico desse una percezione della realtà dell'epoca irraggiungibile per qualsiasi testo scritto.


Nel 2017 invece, il Discovery Tour di Assassin's Creed: Origins venne integrato come materiale didattico nel corso di storia antica presso l'Università dell'Insubria di Varese, registrando un'affluenza sorprendente e un coefficiente di apprendimento della materia eccellente, oltre che un forte gradimento in termini di erogazione del corso.

Non solo nella nostra Italia, ma anche all'estero il brand è stato impiegato come strumento didattico dai docenti, anche in sedi accademiche abbastanza illustri: sempre il Discovery Tour di Origins è stato usato da tre egittologi per condurre delle videolezioni su un canale Twitch; in particolare, l'egittologo Chris Naunton lo ha definito la miglior ricostruzione mai vista dell'Antico Egitto.

Assassin's Creed è qualcosa che va ben oltre il semplice videogioco: è esaltazione e valorizzazione dell'uomo e della sua storia.

Anche il Discovery Tour di Assassin's Creed: Odyssey venne sfruttato come materiale di studio per corsi universitari presso più atenei americani, e viene addirittura consigliato dalla Oxford University come mezzo di studio per studenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni.

Non è scontato che il Discovery Tour, elemento apprezzatissimo da critica e fan, nasca proprio a partire da continue richieste da parte di docenti presso le caselle postali Ubisoft; è quel che ha rivelato Maxime Durand, consulente storico decennale per la saga, in un'intervista risalente a tre anni fa. Il valore educativo di questo franchise è stato infine riscontrato da uno studio condotto presso la University of Montréal, il quale ha messo in luce come gli studenti fruitori del gioco come materiale didattico hanno aumentato la loro prestazione fino al 42%.


Insomma, a dispetto di qualsiasi critica, è innegabile che Assassin's Creed abbia avuto e continui ad avere un potenziale unico e ineguagliabile da molti altri giochi della stessa categoria; un'opera mastodontica, dotata di una profondità filosofica e sensibilità artistica di altissimo livello. Una di quelle produzioni le cui storie sono veramente in grado di far riflettere, di far crescere e maturare.

Potremmo quasi definirlo una lettera d'amore da parte di Ubisoft verso il mondo, le sue storie, le sue culture e la vita che ogni giorno respiriamo dentro di esso. Lo disse anche Ezio Auditore in fondo:


"È l'amore a tenere unito il nostro Ordine. Amore per il popolo, per le culture, per il mondo. Lotta per difendere ciò che ispira speranza. E riconquisterai la tua gente."

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