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ASSASSIN'S CREED: L'ASSEDIO DI PARIGI - RECENSIONE SENZA SPOILER

  • Immagine del redattore: Mat
    Mat
  • 11 ago 2021
  • Tempo di lettura: 6 min

Siamo giunti al secondo (e non più ultimo) grande DLC di Assassin's Creed Valhalla: L'Assedio di Parigi .

Avendo avuto modo di giocarlo in anteprima grazie alla Mentor's Guild, siamo finalmente pronti a darvi le nostre impressioni in una recensione completamente spoiler-free.

Dunque scopriamo insieme pregi e difetti di questa nuova espansione, che vede Evior spostarsi stavolta nel Regno Franco per contrastare l'avanzata di Re Carlo verso l'Inghilterra.




TRAMA, ATTIVITÀ E LORE


Due nuovi visitatori sono giunti a Ravensthorpe dal Regno Franco. Si tratta di Pierre, un uomo franco lasciato a morire sul campo di battaglia dal proprio re, e di Toka, guerriera norrena appartenente al clan di suo padre jarl Sinric, stanziato vicino a Parigi. Nonostante la loro locanda e il banchetto allestiti come omaggio di Sigfred, fratello di Sinric, i due metteranno subito Eivor al corrente dell'imminente avanzata di Re Carlo il Grosso che minaccia l'intera Inghilterra e di conseguenza lo stesso clan della nostra protagonista.

Pierre e Toka in cerca di aiuto a Ravensthorpe.

Confermate quindi le loro parole dai ricognitori di Randvi, inizia il nostro viaggio nel Regno Franco, spinti sia dallo spirito di solidarietà nei confronto degli altri clan norreni, sia dal bisogno di proteggere il proprio.

Giunti nel nuovo territorio ci sarà ad accoglierci il nuovo jarl Sigfred, addolorato dalla morte del fratello ed in cerca di vendetta, ostinato a tutti i costi a invadere Parigi e far cadere la corona di Carlo il Grosso per fermare la sua espansione.

Sigfred, un norreno carismatico che ci ha ricordato in tutto e per tutto Eivor da giovane.

Eivor tuttavia non è più la giovane guerriera spinta solo dalla lama della sua ascia (o spada a una mano in questo caso), sa bene che morto un re ci sarà sempre qualcuno a succedergli e a continuare la sua opera. Ecco perché inizierà il nostro viaggio alla ricerca di dialogo ed alleanze per cercare di non ricorrere all'Assedio di Parigi, seppur questo si riveli inevitabile: Il braccio di Sigred contro la mente di Eivor.

Nei bassifondi della città ci attenderà una serie di intrighi politici e soprattutto religiosi, quasi esoterici, vicini a quelle che erano le cupe atmosfere del DLC Dead Kings di Assassin's Creed Unity.


Non ci addentreremo oltre nella trama per non rovinarvi le sorprese, ma vi possiamo dare le nostre impressioni generali su di essa.

Il modo in cui viene narrata ci è piaciuto molto, i dialoghi tra i personaggi (alcuni davvero carismatici) e le atmosfere (cupe e malate come la mente degli antagonisti) rendono la storia più interessante e coinvolgente de L'Ira dei Druidi. Inoltre, ad averci ricordato Assassin's Creed Unity è stato soprattutto il ritorno degli Assassini Speciali. Durante le missioni principali, infatti, raccogliendo indizi e trovando metodi di infiltrazione, sarà possibile portare al termine l'assassinio finale con una sequenza "spettacolare" e pulita, enfatizzando moltissimo il fattore stealth di Assassin's Creed, finalmente. E' come se il gioco, riproponendoci un aspetto chiave della Saga (Agiamo nell'ombra), ci voglia ricordare che Eivor non è più la violenta e sfacciata guerriera vichinga, ma si può considerare a tutti gli effetti un Assassino, o per essere più precisi un Occulto.

Per fortuna l'ambientazione sopperisce alla totale mancanza di Lore, seppur rimanga l'amaro in bocca per questo.

Ed è qui che arriva il punto dolente. Quest'ultimo è stato l'unico elemento ad averci ricordato di stare giocando un Assassin's Creed. Tutto l'arco narrativo infatti può essere paragonato alle sottotrame di quelle regioni di Valhalla che trattavano per lo più aspetti politici, rendendole di fatto meno interessanti di quelle che invece andavano a toccare la Lore della Saga. Tagliamo subito la testa al toro quindi dicendo che nel DLC vi è la totale assenza di Presente, Templari, Frutti dell'Eden ed Occulti, se non un solo Studio degli Occulti dalla dubbia importanza ai fini della trama incentrata su di essi, in quanto i documenti al suo interno ci sono sembrati forzati non poco. Un vero peccato visto e considerato che, prima dell'annuncio del secondo anno di supporto in più al gioco, questo doveva essere l'ultimo DLC di Valhalla. Speriamo dunque che Ubisoft voglia tenersi le vere soprese per la prossima espansione su Múspellheimr.


Tornando alla trama generale, a farne da contorno, vi è una serie di attività secondarie legate ad essa e tra le più importanti citiamo Le Missioni dei Ribelli commissionate da Pierre. Per tutto il mondo di gioco infatti vi è una rete di gruppi ribelli contro i lealisti francesi, volti ad indebolire il loro potere e rallentare così la loro avanzata in tutto il Regno Franco. Completando queste missioni accresceremo il nostro livello di Infamia e sbloccheremo nuovi equipaggiamenti, oltre che potenziamenti per la forza ed il numero di guerrieri che ci assisteranno in quelli che sono veri e propri agguati a gruppi di soldati nemici.

La nuova classe di nemici: Cavalleria pesante

L'effetto sorpresa comunque finisce dopo poco tempo, in quanto le missioni risultano ripetitive e di poco spessore, se non per la descrizione scritta di ciascuna che va ad aggiungere un minimo di contesto al tutto. Diventano quindi un mero espediente per salire di livello e niente di più; bastava poco per renderle più interessanti o quanto meno più spettacolari. Per fortuna il Regno Franco è vasto e ci offre da solo tutto ciò che Valhalla ci ha già offerto in Inghilterra.




L'AMBIENTAZIONE: IL REGNO FRANCO

Il Regno Franco ci regala alcuni scorci davvero suggestivi.

La mappa di gioco è vasta e seppur in alcuni punti abbiamo notato un riciclo degli assets dall'Inghilterra (anche se in un mondo così vasto è purtroppo normale) il Regno Franco ci regala un'atmosfera fresca, nuova e in grado senz'altro di colpire.


L'intera area è suddivisa in 4 regioni: Melunois, Amienois, Evresin e al centro ovviamente Parigi.

Ciascuna di queste regioni ha caratteristiche proprie, che spaziano da lunghe pianure e vasti prati fioriti, alla più decadente situazione delle Città, in particolar modo Parigi dall'aria soffocante ed opprimente, messa in ginocchio da una strana pestilenza. Qui infatti giocano un ruolo fondamentale la colonna sonora, sempre sul prezzo e perfetta per accompagnare ogni momento (sia in free-roaming che nelle più concitate missioni principali), e soprattutto l'uso intelligente di luci e colori.

Infatti come dice la stessa Eivor all'arrivo nel Regno, la nebbia in alcune aree e l'apparente calma del territorio regalano una strana sensazione di pace interiore. Il Regno Franco dunque merita di essere esplorato da cima a fondo non solo per essere appagati da punto di vista visivo e sensazionale, ma anche per portare a termine tutte le attività secondarie sparse per le varie regioni.

Le lussureggianti ville del Regno Franco in contrasto con la decadenza della Città di Parigi.

Così come nel gioco principale, anche qui non mancano avamposti da razziare, mini-giochi come i cairn, e le sempre gradite mini-missioni secondarie che nel loro modo bizzaro e a volte inquietante regalano brevi pause durante l'esplorazione del territorio. Non mancano inoltre i vari forzieri (stavolta più che mai chiusi a chiave) che sbloccheranno ovviamente equipaggiamenti e, nei luoghi d'interesse più importanti, anche alcune tra le tanto attese Spade ad una mano. Gli amanti del collezionismo e completismo dunque avranno pane per i loro denti.


Se c'è una cosa che invece non ci mancherà sicuramente del Regno Franco sono le orde di ratti. Questa nuova meccanica infatti è sì interessante in quanto costringe a ulteriori passaggi durante l'esplorazione dei luoghi chiusi, ma al contempo è fastidiosa così come i ratti stessi: morire per causa loro ci è sembrato un po' eccessivo e fuori contesto, avremmo preferito che in qualche modo, essendo portatori di malattie, avessero avuto un effetto velenoso nel breve periodo più che portare ad una morte quasi istantanea.




LE NOSTRE CONCLUSIONI


L'Assedio di Parigi purtroppo non va oltre il mero compitino che può regalare la sola sufficienza. Essendo il secondo DLC (e fino a poco tempo fa potenzialmente anche l'ultimo) ci aspettavamo un'attenzione in più alla Lore principale di Asssassin's Creed ; invece ci siamo ritrovati la trama incentrata perlopiù su intrighi politici e religiosi che offrono sì ore di divertimento, ma ci lasciano con la fame di nuove informazioni sul Presente (totalmente assente) e sugli Occulti, qui relegati ad un semplice e banale contentino.


Ovviamente da amanti della Serie, noi de Il Salotto degli Assassini non possiamo che consigliarvi questo contenuto, a patto però di avere basse aspettative e di prendere il DLC per quello è: un espansione del mondo Valhalla ma non del mondo Assassin's Creed. Resta comunque importante giocarlo in quanto mostra ancora una volta la crescita personale e culturale che ha avuto Eivor nell'arco della sua vita, aspetto fondamentale molto probabilmente per le avventure che ci aspetteranno nella prossima espansione Múspellheimr, augurandoci che almeno lì la nostra fame di Lore venga saziata.


L'Assedio di Parigi sarà disponibile dal 12 Agosto su tutte le piattaforme e potrà essere acquistato singolarmente al prezzo di 24,99€ oppure scaricato gratuitamente per chi possiede il Season Pass di Assassin's Creed: Valhalla.



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